NEW ENGINEERING UNIPDR 74:2019
UNI/PdR 74:2019: cosa significa davvero essere certificati BIM

FEBBRAIO 2026 | UNI/PdR 74:2019: cosa significa davvero essere certificati BIM
Nel settore delle costruzioni si parla sempre più spesso di BIM. Ma tra dichiarazioni di principio e reale maturità organizzativa c’è una differenza sostanziale.
La certificazione UNI/PdR 74:2019 rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti per distinguere chi utilizza il BIM come semplice tecnologia e chi, invece, lo ha integrato in modo strutturato nei propri processi aziendali. New Engineering ha scelto questa seconda strada.
Non è una certificazione “software”
Uno degli equivoci più diffusi è pensare che il BIM coincida con un modellatore 3D.
La UNI/PdR 74:2019 certifica qualcosa di molto più complesso: un Sistema di Gestione BIM (SGBIM).
Significa che l’organizzazione ha formalizzato:
- ruoli e responsabilità specifiche (BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist, CDE Manager);
- procedure documentate per la gestione dei flussi informativi;
- obiettivi misurabili e indicatori di performance;
- gestione dei rischi legati ai processi digitali;
- audit interni e riesame periodico della Direzione;
- meccanismi di miglioramento continuo.
Il BIM diventa così un sistema governato, non una competenza individuale.
Una certificazione che parla di organizzazione
La UNI/PdR 74:2019 è strutturata secondo la High Level Structure delle norme ISO. Questo significa che il sistema BIM è integrato nella governance aziendale e può essere coordinato con altri sistemi di gestione, come la ISO 9001.
In termini pratici:
- la digitalizzazione non è episodica;
- i processi sono tracciabili;
- le responsabilità sono definite;
- le decisioni sono documentate;
- le revisioni sono controllate.
È un salto di qualità culturale prima ancora che tecnologico.
Allineamento agli standard nazionali e internazionali
La certificazione richiede conformità ai principali riferimenti normativi del settore:
DM 560/2017 (introduzione obbligatoria del BIM negli appalti pubblici);
UNI 11337;
UNI EN ISO 19650;
standard IFC per l’interoperabilità.
Per le stazioni appaltanti e per i committenti privati questo si traduce in una garanzia concreta:
gestione strutturata del dato;
interoperabilità dei modelli;
controllo delle revisioni;
riduzione delle ambiguità documentali;
minore rischio di contenzioso legato alle informazioni di progetto.
Tecnologia, ma con metodo
La UNI/PdR 74:2019 non si limita all’organizzazione: richiede anche un’infrastruttura adeguata.
Questo implica:
- piattaforme di condivisione dati (ACDat / CDE);
- strumenti di authoring e model checking;
- sistemi di controllo versioni;
- protezione dei dati tramite firewall, backup e disaster recovery;
- ambienti cloud strutturati e tracciabili.
La gestione informativa non può prescindere dalla sicurezza e dalla continuità operativa.
Competenza dimostrabile, non dichiarata
Un elemento centrale della certificazione è la competenza delle figure professionali coinvolte.
La prassi richiede:
definizione formale dei ruoli BIM;
evidenza delle competenze;
piani di formazione e aggiornamento continuo;
possibilità di certificazione professionale secondo UNI 11337-7.
In altre parole: la maturità digitale deve essere dimostrabile.
Perché è un vantaggio competitivo reale
Nel contesto attuale – caratterizzato da gare sempre più complesse, criteri OEPV, requisiti di digitalizzazione e crescente attenzione alla gestione del dato – la certificazione UNI/PdR 74:2019 rappresenta un elemento distintivo.
Per il cliente significa:
- affidabilità organizzativa;
- trasparenza nei processi;
- controllo dei flussi informativi;
- capacità di gestione di commesse complesse;
- coerenza con strategie di digitalizzazione e PNRR.
Per l’azienda significa assumersi la responsabilità di strutturare il BIM come processo industriale.
Digitalizzazione governata
Essere certificati UNI/PdR 74:2019 significa dimostrare che:
- il BIM è pianificato;
- i processi sono controllati;
- le informazioni sono tracciabili;
- le responsabilità sono definite;
- il miglioramento è continuo.
Non è una dichiarazione di innovazione. È una validazione indipendente della maturità digitale.
Ed è questo che fa la differenza tra utilizzare il BIM e governarlo.












